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Difesa e
concimazione
In
agricoltura sono state elaborate diverse tecniche atte a limitare la
diffusione di specie infestanti, patogeni
e insetti
dannosi alle colture.
Il
pesante impiego di mezzi chimici come strategia di difesa rappresenta
il più grave tra gli impatti
ambientali
dovuti all’attività agricola.
Gran
parte delle sostanze chimiche hanno provocato l’inquinamento del suolo
e delle falde. I principi attivi sono persistenti e la loro tossicità
ambientale provoca conseguenze ai diversi livelli di organizzazione
biologica. Nel corso degli anni le specie
infestanti e i patogeni hanno sviluppato forme di resistenza ai
formulati, ciò ha implicato una somministrazione di dosi sempre più
massicce
o di prodotti più selettivi.
| DIFESA
DA: |
LOTTA
CHIMICA * |
TECNICHE ALTERNATIVE |
| Specie infestanti |
Erbicidi (glifosate
e 2,4-D sono i più diffusi, auxine sintetiche, numerosi formulati
inibitori di enzimi) |
lotta biologica con
parassiti o piante che inibiscono l’attività della specie infestante;
estirpatura
o sarchiatura meccanica;
colture
rinettanti
o inerbimento controllato con specie seminate che, per
meccanismi di competizione, impediscono alle infestanti di crescere;
sfalci
di aree inerbite (fossi, bordi delle strade) prima della
maturazione dei loro semi;
pacciamatura e rotazioni; |
| Patogeni |
composti inorganici di contatto
(zolfo e sali di rame);
composti organici di contatto (ditiocarbammati); composti organici sistemici
(benzimidazolici); prodotti
ad azione indiretta (fosetil-alluminio, attiva reazioni di
difesa sulla pianta)
|
norme di buon senso e d’igiene
(quarantena, uso di materiale vegetale sano, risanamento di aree
infette, pulizia degli strumenti di potatura, delle ruote delle
trattrici);
pacciamatura, rotazioni, consociazioni;
innesti,
potatura parti malate;
uso di
cultivar resistenti, precoci, che maturano prima che il
patogeno possa trovare le condizioni ambientali idonee per attaccare;
irrigazione
localizzata (perché non bagna le foglie, impedisce quindi
di creare un ambiente ideale per la proliferazione del patogeno);
lotta
biologica con antagonisti che agisco contro il patogeno
per competizione, antibiosi, iper-parassitismo (es. biofungicidi),
micorrizze;
lotta
ai vettori del patogeno (infestanti e
insetti); |
| Insetti |
Insetticidi inorganici
(derivati zolfo);
organici di origine vegetale (piretrinici, piretroidi,
nicotinici ecc.);
organici di origine minerale;
organici di sintesi (cloro derivati, fosforganici,
carbammati);
|
Iotta biologica
impiegando i predatori e parassitoidi di insetti dannosi;
trappole
ad ormoni per catture massali;
trappole
a feromoni per confusione sessuale;
rotazioni, consociazioni, pacciamatura;
scelta
di cultivar resistenti, innesti; |
*Per ciascuna sostanza deve
essere indicata la classe di tossicità, la DL50, il tempo
di carenza
da
rispettare,
il residuo
massimo tollerabile. È utile calcolare le soglie
di tolleranza
e d’intervento per il
risparmio di notevoli quantità di pesticidi, spesso infatti, nonostante
il danno del fitofago non c’è nessuna perdita economica sul prodotto
La
resa di una coltura è condizionata dalle proprietà fisico-chimiche e
microbiologiche del suolo e dalla presenza di elementi nutritivi nello
stesso, utilizzati dalle piante mediante processi di
assorbimento
radicale. I fertilizzanti
sono prodotti impiegati per ricostituire o aumentare la fertilità
del terreno, si distinguono in:
- Ammendanti,
migliorano le caratteristiche fisiche del terreno (struttura e
tessitura);
- Correttivi, migliorano le caratteristiche
chimiche (pH);
- Concimi,
apportano al terreno gli elementi nutritivi;
La
concimazione
è un’antica pratica per restituire al terreno ciò che la coltura ha
asportato, oggi viene spesso praticata per spingere le produzioni ai
massimi livelli. Il concime è appunto una
sostanza in grado di fornire uno o più elementi chimici nutritivi.
È
sempre conveniente, sia per un valore economico che ambientale,
effettuare correttamente un piano di concimazione per ciascun tipo di
coltura.
Per
calcolare il fabbisogno annuo di concime, bisogna tener presente il
tipo di coltura, le proprietà fisiche e chimiche del suolo, l’andamento climatico, con
particolare riferimento alle precipitazioni, e ovviamente, il tipo di
concime, a seconda del quale variano le quantità in peso degli elementi
che entreranno nel terreno (titolo).
La
gestione della concimazione dipende dal metodo di produzione impiegato:
tra metodo convenzionale e integrato le modalità di distribuzione
cambiano e i limiti massimi consentiti sono diversi. Nel biologico si
possono usare solo concimi organici naturali.
Bisogna
rispettare la normativa vigente in materia ambientale: la Direttiva Nitrati (Dir. 91/676/CEE) ha
obbligato le Regioni a individuare le Zone
Vulnerabili ai Nitrati (ZVN) e ad adottare un Piano d’Azione
per ridurre o prevenire l’inquinamento delle acque dai nitrati di
origine agricola.
La
Toscana ha recepito la Direttiva Nitrati con DPGR 32/R del 13 luglio
2006 e DPGR 13/R del 13 febbraio 2010, con cui ha individuato le ZVN,
per le quali vigono una serie di divieti, limitazioni ed obblighi
riguardo la concimazione azotata e la gestione del letame e del liquame
di origine zootecnica.
I
concimi
I
principali elementi utilizzati dalle piante, o macroelementi, sono
l’azoto, il fosforo e il potassio, il calcio e il magnesio, mentre i microelementi,
sebbene fondamentali per un corretto sviluppo vegetativo, sono
richiesti in solo in piccole quantità (ferro, boro, cloro, molibdeno,
zinco,
manganese, rame).
Esistono
diverse tipologie: i concimi minerali (azotati, fosfatici, potassici,
composti), i concimi organici e organo-minerali, che oltre a migliorare
le proprietà chimiche del terreno, contribuiscono a migliorare la
struttura e l’attività
microbica, grazie all’apporto di sostanza
organica. Tra questi i più noti sono il letame, il liquame, il
compost, i fanghi di depurazione, i residui solidi
urbani, terricci, il
sovescio.
Il letame è
un miscuglio di lettiera e deiezioni
animali solide e liquide sottoposto a un periodo di maturazione dai 4
ai 6 mesi, si ottiene un prodotto ad elevata carica microbiologica.
Viene interrato con le lavorazioni e contribuisce al miglioramento
della fertilità del suolo.
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