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Filiera
corta
“La
localizzazione, la diversificazione e la stagionalità sono importanti
per migliorare il benessere, la salute e la nutrizione. Una transizione
a livello mondiale verso sistemi locali ridurrà i chilometri
alimentari, accorciando le catene di trasporto e ridurrà il ‘carico
energetico’ degli alimenti in termini di confezionamento,
refrigerazione, immagazzinamento e trasformazione”
(Commissione
internazionale per il Futuro dell’Alimentazione e dell’Agricoltura - Manifesto sul cambiamento
climatico e il futuro della sicurezza alimentare,
2008).
La
filiera corta, o circuito breve di produzione/consumo, è una forma di vendita dal produttore al
consumatore, in cui il prodotto non subisce passaggi intermedi di
distribuzione. Entrambi i soggetti
hanno un margine di guadagno e/o risparmio maggiore, ed il consumatore
ha la certezza della provenienza dei prodotti.
Il
prodotto compie, in genere, pochi chilometri (prodotti a "Km zero")
prima di arrivare sulla tavola, sono così ridotti gli impatti
ambientali e i costi derivanti dal trasporto.
Esistono
diverse
modalità di vendita: la vendita diretta in azienda,
disciplinata dall’art. 4 del D.Lgs. n.228/01, i mercati contadini
organizzati da produttori ed enti locali (mercatali), gli spacci degli
agricoltori, che sono negozi in cui i produttori vendono singolarmente
la loro merce. Infine esistono gruppi di
persone che acquistano insieme da piccoli produttori locali, riducendo
notevolmente lo spreco di energia per il trasporto: sono i GAS
(gruppi di acquisto solidale).
Il progetto
Regionale “Filiera corta - Rete
regionale per la valorizzazione dei prodotti agricoli toscani”
(DGR Toscana 14 maggio 2007, n. 335), ha previsto contributi a fondo
perduto per l’avvio di iniziative di sviluppo dei circuiti brevi,
promosse dagli Enti Locali (mercati dei produttori, spacci locali,
patti di filiera e iniziative di Arte e cibo)
Anche
il PSR prevede misure per l’adeguamento di impianti e attrezzature
aziendali per la commercializzazione di prodotti agricoli (misura 121),
oltre a finanziamenti a sostegno di servizi commerciali in aree rurali
(mercatali, commercio ambulante, centri commerciali naturali).
In
provincia di Arezzo, il
Mercatale
è un progetto sperimentale per la promozione e la valorizzazione delle
produzioni di qualità del territorio.
È
stato promosso da Provincia di Arezzo, Camera di Commercio di Arezzo e
Amministrazioni Comunali (Montevarchi, Bibbiena, Sansepolcro,
Castiglion Fiorentino e Arezzo). Strada del Vino Terre di Arezzo,
Strada dei Sapori della Valtiberina, Strada dei Sapori del Casentino,
Legambiente,
Cia, Coldiretti, Confagricoltura, Arsia si occupano della
gestione della parte espositiva e delle attività collegate.
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