A

Programma
d'azione proposto della Commissione europea e approvato da 15 paesi, al
vertice UE di Berlino, nel marzo 1999. Agenda 2000 si prefigge di
rafforzare le politiche comunitarie e di dotare l'Unione europea di un
nuovo quadro finanziario per il periodo 2000-2006. In generale, si
vuole migliorare competitività europea, integrare maggiormente le
considerazioni ecologiche, garantire agli agricoltori redditi equi,
semplificare la normativa giuridica e decentrarne la gestione. Gli
obiettivi prioritari di Agenda 2000 sono: rafforzare il settore
agricolo e quello forestale, riconoscendo quest'ultimo per la prima
volta come parte integrante della politica di sviluppo rurale;
migliorare la competitività delle aree rurali e la qualità della vita
in aree sfavorite; integrare gli obiettivi ambientali nella PAC e
promuovere il ruolo degli agricoltori nella gestione delle risorse
naturali e nella conservazione del paesaggio e del patrimonio rurale
europeo; coinvolgere le popolazioni locali nella ricerca di soluzioni
locali a problemi locali (Leader).
Agenda
21 è un documento in 40 capitoli sottoscritto da molti Paesi durante la
Conferenza ONU "Earth Summit" tenutasi a Rio de Janeiro nel 1992. È un
Piano d'Azione per lo sviluppo sostenibile per il XXI secolo, contiene
i principi, gli obiettivi e le azioni a cui devono orientarsi le
politiche a livello globale e locale. Invita alla costituzione delle
Agende 21 Locali, strumenti con cui i principi generali e la
metodologia di Agenda 21 vengono applicati nei diversi territori. I
temi sono l'ambiente, lo sviluppo economico ed i rapporti sociali. I
principi sono la pianificazione e gestione sostenibile delle risorse
ambientali, il coinvolgimento e la partecipazione della comunità
locale, la trasparenza, la responsabilità condivisa, la sussidiarietà,
la costruzione del consenso, la giustizia sociale, l'equità e la
crescita culturale della comunità.
Sistema
di coltivazione caratterizzato da produzioni modeste e su ampie
superfici, realizzato in aree con bassa potenzialità agronomica.
Sistema
moderno di coltivazione che punta ad intensificare le colture o gli
allevamenti per incrementare la resa produttiva, attraverso tecniche
irrigue, meccanizzazione, concimazioni e uso di pesticidi.
Specie che vive in un
habitat
diverso da quello in cui si è originata. La sua diffusione è dovuta a
fattori antropici (la colonizzazione di nuovi continenti, l’agricoltura
con il trasporto di semi, il trasporto accidentale di semi, insetti e
patogeni) oppure a fenomeni naturali (migrazioni di uccelli e pesci).
In ogni caso l’impatto sulle specie autoctone presenti, con le quali
entra in competizione, può essere devastante: infatti la specie aliena
occupa nicchie ecologiche senza trovare predatori e parassiti specifici
che possano attaccarla, compromettendo l’equilibrio eco-sistemico.
Processo che si verifica in
assenza di ossigeno. Un organismo è anaerobio o anaerobionte se
sopravvive in assenza di ossigeno. Al contrario, un organismo è aerobio se
richiede ossigeno per la respirazione.
Principale
fonte di energia chimica utilizzabile dal metabolismo, è un nucleotide
costituito da adenina, zucchero ribosio e tre gruppi fosfato.
Specie,
razze, varietà, popolazioni, cultivar, ecotipi, cloni
anche
di origine esterna, introdotte da lungo tempo nel territorio della
regione, integrate tradizionalmente nella sua agricoltura o nel suo
allevamento, nonché quelle derivanti dalle precedenti per selezione
massale, sulla base di scelte fenotipiche, infine quelle scomparse dal
territorio toscano, ma conservate in orti botanici, allevamenti o
centri di ricerca di altre regioni o paesi.
B
Insieme
delle popolazioni di piante, animali e microrganismi che abitano una
data area, legate l'una all'altra da relazioni biologiche e da altre
interazioni con i parametri abiotici.
Superficie non interessata
da urbanizzazione o da forme d’uso antropico intensivo (compresi gli
usi agricoli industriali).
Riferito all'intero
pianeta, rappresenta l’insieme delle specie viventi
distribuite nella biosfera. Per
indicare le popolazioni delle specie che costituiscono la comunità biologica, si
preferisce utilizzare il termine biocenosi.
Unità
dell’ambiente fisico in cui si svolge la vita di una singola
popolazione di organismi o di un’associazione biologica.
C
Meristema,
cioè tessuto indifferenziato dal quale si originano file parallele di
cellule; cambio cribro-legnoso, cambio interfascicolare e cambio del
sughero.
CARATTERISTICHE
BIOLOGICHE DEL SUOLO
Nel
terreno vivono numerosi organismi: batteri, funghi, microflora e fauna.
Sono i decompositori coinvolti nel processo di degradazione e
mineralizzazione della sostanza organica, che restituisce al terreno
gli elementi della fertilità, nuovamente disponibili per il ciclo della
vita. Ovviamente in questo processo interferiscono anche fattori
abiotici come la temperatura, l’acqua, l’aria.
CARATTERISTICHE
CHIMICHE DEL SUOLO
La
capacità del suolo di trattenere elementi chimici utili per la
nutrizione delle piante è detta potere assorbente. Ciò è dovuto a
meccanismi di tipo fisico e chimico che trattengono e immobilizzano
questi elementi, ma anche ai microrganismi che li assorbono per le loro
attività metaboliche. Un suolo è caratterizzato inoltre da un certo pH.
CARATTERISTICHE
FISICHE DEL SUOLO
Un
terreno è costituito da particelle di varia grandezza (tessitura)
disposte in vario modo, a seconda dei processi di suddivisione o
aggregazione subiti (struttura). Queste particelle lasciano tra loro
degli spazi vuoti (porosità), che sono riempiti da aria o da acqua in
percentuali variabili, a seconda delle condizioni meteorologiche e
dell’azione dell’uomo. Nei pori avvengono i più importanti processi
chimici e biologici, come l’assorbimento da parte delle radici delle
piante e la respirazione delle piante stesse. Infatti quando la
porosità di un terreno scende <30% si manifestano nella pianta i
primi fenomeni di asfissia. I fattori che contribuiscono al dinamismo
strutturale sono: l’acqua, per l’azione di inumidimento e
disidratazione, il gelo, la temperatura e l’aria, che influenzano
l’attività dei microrganismi e della fauna terricola, agenti sulla
degradazione della sostanza organica.
In una catena alimentare,
l'energia solare raccolta
dagli organismi autotrofi (produttori primari), fluisce nelle
altre specie viventi (consumatori) grazie alle modalità di predazione e
parassitimo, oppure, per mezzo di organismi detritivori. R. Lindeman e G. E.
Hutchinson furono i pionieri
nell'analisi dei cicli energetici, attraverso le catene dei nutrienti.
I loro studi dimostrarono che
gli organismi viventi sono raggruppabili in livelli trofici, in
ragione del corrispondente ruolo energetico, ad esempio, le piante
(autotrofe) costituiscono il primo livello trofico, mentre un organismo
onnivoro appartiene a più livelli trofici.
Le
relazioni alimentari tra le popolazioni di una comunità biotica (ricca
di biodiversità) sono per loro natura molto complesse ed
articolate, quindi, composte da un numero elevato di catene
alimentari, che complessivamente formano la rete alimentare
(rete
trofica).
Coltivazione
di una tipologia colturale (cerealicole, orticole ecc..) su un’ampia
superficie, per un certo periodo di tempo. Generalmente,
la stessa azienda agricola è specializzata, quindi dotata di tecniche,
macchinari e prodotti specifici per la più efficiente produzione. Sono
esempi di aziende specializzate, le attività di orto-florovivaismo, di
allevamento intensivo, le aziende dedite alle colture industriali,
quelle cioè destinate a processi di trasformazione industriale (es.
tabacco, barbabietola da zucchero, canapa, lino, cotone, oleose). Ad esempio, l’orticoltura
specializzata è la coltivazione in successione continuata, di specie
orticole, spesso con l’ausilio di tecniche di protezione (serre e
tunnel).
RIduce
lo sviluppo delle infestanti per effetto del suo sviluppo o della
tecnica colturale che richiede (es. mais e patata vengono sarchiate,
canapa e sorgo sono soffocanti).
Coltivazione
contemporanea, per tutto il ciclo vegetativo o per solo una parte, di
due o più specie vegetali sullo stesso appezzamento. Le consociazioni
possono essere erbacee (es. frumento e segale), arboree (es. vite e
olivo) o miste (es. olivo con colture da foraggio). Non deve
verificarsi antagonismo tra le specie per richiesta di risorse idriche
e nutritive, queste devono essere reciprocamente tolleranti ed infine
, le pratiche colturali non possono avere troppe
limitazioni.
Gli scopi per i quali viene eseguita una consociazioni sono relativi
alla protezione del suolo e alla protezione reciproca tra colture (es.
le erbacee contro l’azione delle infestanti, arboree come frangivento a
favore di altre specie fruttifere). Inoltre, si può ottenere un maggior
reddito per unità di superficie, assicurando un prodotto in più, oltre
a quello fornito dalla coltura principale.
D
Introdotto
dalla Riforma Fischler della PAC, è un sistema di applicazione degli
aiuti, in base al quale i finanziamenti sono erogati indipendentemente
dalla qualità e dalla quantità della produzione. Agli imprenditori
vengono riconosciuti titoli di premio per ettaro, pari alla media degli
importi percepiti nel triennio 2000-2002 suddivisa per le superfici che
hanno dato luogo alla concessione degli aiuti europei nello stesso
periodo.
Dose che è letale per il
50% della popolazione a cui viene somministrata la sostanza, espressa
in mg/kg.
DNA (acido
desossiribonucleico)
Acido
nucleico, portatore dell’informazione genetica, composto da catene
formate da gruppi fosforici, molecole di zucchero, purine e pirimidine.
Ha capacità di auto duplicarsi e determina la sintesi di RNA, che
partecipa alla sintesi di proteine.
E
Unità
territoriale, terrestre e/o marina relativamente estesa che contiene un
insieme omogeneo e unico di ecosistemi, che hanno in comune un numero
significativo di specie, di processi ecologici e di condizioni
ambientali, e che possono essere gestiti come un’unica unità di
conservazione.
Fenomeno per cui alcuni
metalli colpiti da un fascio di luce, in particolari condizioni,
emettono elettroni (Einstein).
Una
specie endemica (gli individui che la compongono sono detti endemismi)
vive solo ed esclusivamente in una certa zona del pianeta. Mentre
alcune specie occupano areali molto vasti, intere regioni geografiche e
climatiche, altre occupano areali più ristretti, in cui i fattori
ambientali specifici determinano la presenza delle specie stesse
(latitudine, longitudine, caratteristiche geografiche, altitudine,
esposizione dei versanti, pendenza, umidità, fertilità e tipo di
suolo). La variazione di uno qualsiasi di questi fattori porta sempre a
un nuovo adattamento delle specie presenti, i cui individui reagiscono
fino a modificarsi geneticamente e generare nuove specie. I cambiamenti
climatici sono i principali responsabili della perdita di specie
endemiche, la loro consistenza numerica permette di
conoscere la loro storia evolutiva. In Italia sono stati
individuati circa 5.000 endemismi, tra specie e sottospecie
(WWF).
Termine
economico che indica gli effetti (positivi o negativi) di un’attività
sul benessere di altri soggetti, senza modificare prodotti o fattori di
mercato. È un bene per il quale non esiste un prezzo di mercato (es.
l’agricoltore che, con la coltivazione, migliora il paesaggio, produce
un esternalità positiva).
ESTINTE MINACCIATE
E VULNERABILI (specie)
Una specie è estinta quando non
vi è alcun ragionevole dubbio che l’ultimo individuo sia morto. Una
specie è estinta in
natura quando sopravvivono solo individui in
cattività o in popolazioni e/o naturalizzate e al di fuori dell’areale
storico. Una
specie è gravemente
minacciata o “in pericolo in modo critico” quando è di
fronte a un
altissimo rischio di estinzione in natura nell’immediato
futuro. Una
specie è minacciata
o “in pericolo” quando non è “in pericolo in modo critico”, ma è
di fronte a un altissimo rischio di estinzione in natura nel prossimo
futuro. Una
specie è vulnerabile
quando non è “in pericolo in modo critico” o “in
pericolo”, ma è di fronte a un alto rischio di estinzione in natura nel
futuro a medio termine. Una
specie è quasi
a rischio quando non è “in pericolo in modo critico”,
“in pericolo” o “vulnerabile”, ma potrà esserlo nel prossimo futuro.
Organismo
le cui cellule hanno sia il nucleo, sia gli organelli
circondati da membrane e cromosomi in cui il DNA è associato a proteine
(Regni: Piante, Animali, Funghi e Protisti). Le cellule di un organismo
Procariote,
al contrario, non hanno nè il nucleo né gli organelli
circondati da
membrane (Bacteria e Archaea).
L’eutrofizzazione
delle acque è un fenomeno legato all’uso eccessivo dei fosfati
(composti presenti nei concimi agricoli o nei detersivi per domestico
ed industriale), che alimenta una rapida crescita di alghe verdi.
Questa condizione induce l’ambiente acquatico a fronteggiare fenomeni
di anossia, per l’elevata richiesta di ossigeno da parte delle alghe
stesse.
Fenomeno
bio-fisico dovuto alla cessione in atmosfera del vapore acqueo
contenuto nel suolo e/o generato dall'apertura degli stomi delle foglie.
F
Indice
del contributo genetico di un organismo alla generazione successiva
rispetto agli altri organismi che vivono nello stesso ambiente e hanno
diversi genotipi.
Uso
di piante per l’estrazione e/o detossificazione di sostanze inquinanti
(metalli pesanti, composti organici). Può essere applicata sia per
inquinanti organici che inorganici, presenti nel suolo, in acqua o in
aria, attraverso diversi tipo di azione: fitoestrazione (gli inquinanti
sono accumulati nella pianta), fitodegradazione (gli inquinanti
organici vengono degradati), rizofiltrazione (le radici delle piante
assorbono o adsorbono metalli pesanti dalle acque contaminate),
fitovolatilizzazione (per volatilizzare inquinanti organici) e
fitostabilizzazione (per ridurre la biodisponibilità di inquinanti per
l’ambiente).
Il
principio di funzionamento di una celle a combustibile (fuel-cell) è
riconducibile a processi ossidativi dell'idrogeno.
Diverse tipologie di fuel
cells
sono in grado, attraverso specifici elettroliti ed idonei
dispositivi
di conversionee, di generare corrente elettrica senza produrre anidride
carbonica.
G-H
Indica
un’unità dell’ambiente fisico in cui si manifestano gli effetti di
fenomeni geologici di particolare rilevanza e di interesse
paesaggistico.
I-J-K
Insieme
delle acque che ricoprono il pianeta, comprende i mari, gli oceani, le
acque superficiali e profonde, oltre allo stato solido delle calotte
glaciali.
Specie
vegetale spontanea che si sviluppa insieme alla coltura in atto e può
in certi casi limitarne fortemente la resa. Compete con le specie
coltivate per la luce, l’acqua e i nutrienti del terreno. Le specie
infestanti sono spesso il ricettacolo per insetti e patogeni dannosi
alle colture; interferiscono nelle operazioni agricole, quali la
concimazione o la raccolta. Tuttavia, possono costituire un valido
ostacolo all’erosione idrica ed eolica, creano un ambiente naturale
favorevole alla fauna selvatica e apportano sostanza organica al
terreno, migliorandone la fertilità.
Appartiene
al Phylum degli Artropodi, ha il corpo rivestito da esoscheletro e
diviso in tre regioni, capo torace e addome, con sei zampe e quattro
ali. I danni alle colture possono essere provocati sia da larve
e giovani,
sia da individui adulti. Le diverse specie di insetti possono
avere una sola o più generazioni l’anno, la loro attività vitale
dipende da fattori biotici (fecondità, patogeni, entomofagi, resistenza
delle piante) e dalle condizioni ambientali (temperatura, pioggia,
vento), cause delle naturali fluttuazioni cicliche. L'entomologia
agraria studia
gli animali dannosi per le colture, per il bestiame e per le derrate
alimentari. In particolare, i maggiori responsabili di danni alle
colture sono gli insetti e i miriapodi (Artropodi, sub-phylum
Antennulata) e gli acari (Artropodi, sub-phylum Chelicerata, classe
Arachnida).
Termine
che descrive l'alterzione micro-climatica di intere aree metropolitane
o sub-urbane. L'effetto è correlato con l'assenza di
zone
verdi e con la presenza di vasti spazi cementificati. In
queste aree si riscontra un continuo surriscaldamento
dell'aria ambiente anche nelle ore notturne in quanto non ci sono 'elementi'
architettonici in grado dissipare il calore assorbito durante le ore
diurne.
L
Disciplina che studia gli
ecosistemi a
livello di "paesaggio”, considerando l'orografia, la morfologia e la
destinazione d'uso delle singole componenti (patches)
dell'eco-mosaico. Prioritarie sono le analisi sulla diversità,
distribuzione, frammentazione e connettività delle tessere
che compongono l'intero mosaico ambientale.
Rispetto al passato,
l'ecologia del paesaggio ha un carattere più biocentrico e
meno geometrico-formale, sono rivalutate le esigenze di singole specie
ed il ruolo dei corridoi e delle reti ecologiche. Il riferimento è
quello della “naturalità diffusa”, inteso come nuovo "parametro guida",
per mantenere i servizi ecosistemici e le relazioni specie-specifiche
(ecosistema morfo-funzionale).
Strato
rigido esterno della Terra, diviso in placche che si spostano in
seguito ai movimenti trasmessi dalla parte fluida sottostante
(Astenosfera).
M-N
Area relativamente
omogenea, che differisce dall’ambiente che la circonda.
MICRORGANISMI AZOTO
FISSATORI
La
fissazione dell'azoto atmosferico nel terreno avviene ad opera di
batteri asimbiotici (es. Azotobacter, clostridi) e simbiotici, come il
Bacillus radicicola che penetra nei tessuti radicali delle leguminose.
Mentre le leguminose forniscono carboidrati ai batteri, questi offono
alla pianta sostanze azotate fissate all'interno di tubercoli radicali.
I microrganismi azoto-fissatori, legati da simbiosi mutualistica con la
pianta ospite, riescono a fissare da 100 a 200 Kg di azoto in un ettaro
di terreno coltivato a leguminose.
Qualsiasi cambiamento
ereditario in un organismo, può avvenire a livello del gene o del
cromosoma.
O
O.G.M. (Organismo
Geneticamente Modificato)
Viene
utilizzato per indicare un organismo che ha subito, attraverso tecniche
di ingegneria genetica, una modifica del DNA, la macromolecola
fondamentale per la vita, contenente tutte le informazioni necessarie
alla cellula per svilupparsi, nutrirsi, riprodursi e rispondere agli
stimoli ambientali. Alcune sequenze di DNA vengono isolate e trasferite
da un organismo a un altro, utilizzando la tecnica del DNA
ricombinante. I risultati di queste biotecnologie vengono applicati in
campo agroalimentare, in quello energetico, sanitario, farmaceutico.
P
Copertura
artificiale del terreno ottenuta con materiale inerte o residui
vegetali, che vengono disposti sul terreno per tenere la struttura del
suolo, proteggere il suolo dall’impatto dell’azione battente della
pioggia e migliorandone l’infiltrazione. Si limita l’evaporazione e il
raffreddamento, oltre che lo sviluppo delle infestanti e le perdite per
dilavamento dei principi nutritivi.
Organismo che vive su o
dentro un organismo di specie diversa e ne ricava nutrimento.
Organismo
che causa una patologia, una malattia. La fitopatologia si occupa di
studiare i microrganismi e i fattori ambientali che sono
causa di malattia nelle piante e le modalità per prevenire e curarle
dall’attacco di virus, batteri, citoplasmi, rickettsie, alghe, nematodi
e funghi. Una malattia si sviluppa quando sussistono favorevoli
condizioni ambientali, l’ospite è suscettibile e il patogeno è
virulento. Se il patogeno vive a spese della pianta ospite senza
portare a questa conseguenza mortali, si parlerà più propriamente di
parassita. In entrambi i casi si manifestano sintomatologie varie, su
organi vegetali o sull’intera pianta (clorosi, necrosi, arrossamenti,
maculature, avvizzimenti, marciumi, bollosità ec.) dallo studio delle
quali, spesso, è possibile riconoscere il patogeno responsabile.
Processo
di formazione di un suolo a partire da una roccia (eruttiva o
sedimentaria), e dipende da fattori quali il clima, gli organismi, il
rilievo, la roccia madre e il tempo.
Q-R
RESIDUO MASSIMO
TOLLERABILE
Quantità massima ammessa
all’interno di un prodotto agricolo.
La
capacità di un ambiente e della comunità biologica
ad esso associato, di
ripristinare le condizioni funzionali dell'ecosistema, in seguito ad
un'alterazione del proprio equilibrio.
Capacità di una comunità di
resistere alle perturbazioni e mantenere la sua struttura e le sue
funzioni intatte.
Processo
agricolo avviato in Messico nel 1944, con l’obiettivo di ridurre il
rischio di carestie nel mondo. Si cominciarono ad usare tecnologie
innovative che, attraverso l’introduzione di varietà e razze
selezionate e di prodotti agrochimici, consentono di aumentare le rese
produttive anche in presenza di difficili condizioni di suolo.
S
La
salinizzazione del terreno è prodotta dal progressivo accumulo di sali
idrosolubili nel suolo. Le cause sono imputabili all'eccessivo tenore
salino del materiale parentale o delle
acque sotterranee (salinizzazione primaria), ma anche ad inadeguate
tecniche di drenaggio e/o di irrigazione (salinizzazione secondaria).
Con
questo termine si è soliti indicare quelle particolari relazioni che si
instaurano tra due o più individui appartenenti a specie differenti. Le
varie forme di simbiosi cercano di mantenere, per mezzo di uno scambio
reciproco, vitalità e/o fitness ambientale di almeno uno dei partner, senza che l’altro ne riceva danni significativi.
SOGLIA ECONOMICA DI
TOLLERANZA
Il massimo danno che si può
attendere da un attacco dei fitofagi senza causare alcuna perdita
economica.
Sono
cosiderate specie-ombrello tutte le specie che, in un
determinato
habitat, hanno le più elevate esigenze ecologiche. Tali specie sono,
quindi, quelle maggiormente esposte a fenomeni di rarità oppure di
estinzione.
T-U-V
Stato
fisico che consente la migliore lavorabilità, dovuto al giusto grado di
umidità: es. con la mano si stringe una zolla e questa si rompe in
tanti frammenti senza impastare.
Tempo da rispettare che
deve trascorrere tra l’ultimo trattamento e la raccolta del prodotto.
Parte
più bassa e più densa dell’atmosfera, dal suolo fino a 10-12 km di
altezza, in cui avvengono i fenomeni meteorologici e la vita; è
costituito dai gas dell’aria.
W-X-Y-Z
Sostanza
chimica che è estranea al sistema biologico (farmaci, contaminanti
ambientali, agenti cancerogeni, insetticidi, ma anche composti di
origine naturale e composti che si originano per aggiunta di additivi
chimici. In rapporto alla loro natura e concentrazione, gli xeno
biotici possono determinare effetti nocivi sull’uomo, sugli animali,
sugli ecosistemi.
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