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Multifunzionalità


" ... gli obiettivi che si possono conseguire coinvolgono sia gli aspetti ambientali (ripristino, conservazione e salvaguardia di varietà animali e vegetali locali), sia economici (rivitalizzazione delle colture tipiche, diversificazione delle produzioni, acquisizione di nuovi sbocchi di mercato, ecc.) sia socioculturali (recupero delle tradizioni e della cultura locale, rafforzamento dell’identità locale, ecc.)."

(Biodiversità e sviluppo rurale, INEA - Leader II, 2001)

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Oggi l’imprenditore agricolo ha la possibilità di offrire una serie di attività diversificate oltre a quella puramente produttiva: servizi di ricezione turistica e ricreativa, di tutela ambientale e paesaggistica, percorsi educativi e di conoscenza, produzione e vendita di energia rinnovabile.

L’art. 1 del D. Lgs n. 228 del 18 maggio 2001 (Legge di orientamento per il settore agricolo) ha modificato la definizione di imprenditore agricolo dettata dall’art. 2135 del C.C., ed indica come "attività connesse" alla produzione agricola, non solo quelle “dirette alla manipolazione, conservazione, trasformazione, commercializzazione e valorizzazione che abbiano ad oggetto prodotti ottenuti prevalentemente dalla coltivazione del fondo o del bosco o dall'allevamento di animali”, ma anche le attività “dirette alla fornitura di beni o servizi mediante l’utilizzazione prevalente di attrezzature o risorse dell’azienda normalmente impiegate nell’attività agricola esercitata, ivi comprese le attività di valorizzazione del territorio e del patrimonio rurale e forestale, ovvero di ricezione ed ospitalità come definite dalla legge”.

L’imprenditore agricolo ha inoltre l’opportunità di avviare contratti di collaborazione e convenzioni con le pubbliche amministrazioni. I contratti di collaborazione (art.14) riguardano "coloro che si impegnino, nell'esercizio dell'attività di impresa, ad assicurare la tutela delle risorse naturali, della biodiversità, del patrimonio culturale e del paesaggio agrario e forestale".

Le convenzioni (art.15) sono stipulate con gli imprenditori che si impegnano a svolgere "attività funzionali alla sistemazione ed alla manutenzione del territorio, alla salvaguardia del paesaggio agrario e forestale, alla cura ed al mantenimento dell'assetto idrogeologico e a favore della tutela delle vocazioni produttive del territorio" In questo modo, l’imprenditore agricolo assume un ruolo attivo nella gestione e valorizzazione del territorio.

Tutela della biodiversità

L’attività agricola può contribuire alla tutela della biodiversità, attraverso interventi di miglioramento agro-ambientale, ad esempio con la creazione o il mantenimento di muretti a secco, siepi, stagni, incolti nell'agro-ecositema, con il ripristino di habitat e infrastrutture ecologiche. Questi elementi del paesaggio sono fondamentali per la conservazione della flora e della fauna selvatiche.

La biodiversità agraria può essere tutelata con la salvaguardia e la valorizzazione di razze e varietà autoctone e di tecniche tradizionali di lavorazione dei prodotti alimentari.

L'imprenditore agricolo può scegliere di difendere e rafforzare la cultura e le identità locali della propria comunità, attraverso il recupero e la promozione di cibi tipici, antichi mestieri e delle tradizioni che da secoli sono state tramandate oralmente, ed oggi, a causa dei nuovi modelli di globalizzazione  (non solo alimentare), rischiano di essere perdute.

Agricoltura sociale

È una forma di agricoltura che coniuga l’attività produttiva con la funzione sociale. L’azienda agricola diventa quindi lo spazio in cui svolgere attività terapeutiche, riabilitative, di reinserimento sociale o di semplice accoglienza, rivolte a persone con bassa capacità contrattuale o a soggetti a rischio di esclusione sociale (diversamente abili, tossicodipendenti, emigrati, detenuti, minori in abbandono). 

In questo quadro si inseriscono validi esempi di aziende e cooperative che propongono attività di orto-terapia, onoterapia e ippoterapia. La Regione Toscana finanzia, attraverso il Piano di Sviluppo Rurale, gli enti locali e le aziende agricole che desiderano adeguare le strutture e le attrezzature per realizzare progetti di agricoltura sociale (misura 311).

Agriturismo e formazione

La ricettività turistica permette di valorizzare il territorio e le produzioni tipiche, oltre ad integrare il reddito dell’agricoltore. Inoltre propone un modello di turismo sostenibile, caratterizzato da visite ed escursioni in zona e attività didattiche in azienda.

Alcune attività di educazione ambientale specifiche per le scuole, possono svolgersi presso le fattorie didattiche, aziende agricole attrezzate per accogliere i ragazzi e mostrare loro l’ambiente rurale, attraverso percorsi educativi, giochi e attività pratiche.

Energie rinnovabili

L’agricoltura ha un ruolo da protagonista nella rivoluzione energetica a cui oggi assistiamo, in particolare per la specificità che la lega alle produzioni di colture da biomasse e che la rende la principale fornitrice di materiale per la produzione di biogas

Inoltre le aree rurali offrono gli spazi idonei all’istallazione dei pannelli termici o fotovoltaici ed eolici. In questo modo l’azienda agricola contribuisce alla riduzione delle emissioni inquinanti responsabili dell’aumento dell’effetto serra.

La legislazione nazionale considera la produzione e la vendita di energia da parte delle aziende agricole come un’attività connessa, e la Regione Toscana finanzia, attraverso il Piano di Sviluppo Rurale, le aziende agricole che intendono produrre o utilizzare agri-energie.

I finanziamenti per l’istallazione e la produzione di energie rinnovabili riguardano comunque tutti i cittadini e gli Enti Pubblici, e sono di carattere regionale (programma CREO, teleriscaldamento a biomasse) e nazionale (certificati verdi plus, conto energia).


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