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Piano di Sviluppo Rurale

Il Piano di Sviluppo Rurale contiene misure a sostegno dell'agricoltura, rivolte per gran parte alle imprese agricole. La nuova riforma, in vigore fino al 2013*, prevede interventi strutturali e investimenti per il miglioramento dei sistemi agricoli e forestali, per la conservazione delle risorse naturali e della biodiversità. 

Viene promossa la multifunzionalità, per consentire agli imprenditori maggior competitività sui mercati, attraverso la produzione di energia da fonti rinnovabili, la ricettività agrituristica, l’artigianato e l’agricoltura sociale.

Il piano sostiene la valorizzazione delle risorse locali e promuove il recupero delle tradizioni e la salvaguardia di specie autoctone.  Sono previsti interventi sia per la conservazione e il miglioramento dell'ambiente e del paesaggio, sia per favorire la permanenza delle popolazioni rurali, nel loro luogo d'origine.

Per questi scopi, sono state individuate 4 aree di intervento, finanziate dal Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale (FEASR):

  1. Miglioramento della competitività del settore agricolo e forestale;
  2. Miglioramento dell’ambiente e dello spazio rurale, attraverso la gestione del territorio;
  3. Miglioramento della qualità della vita nelle zone rurali e diversificazione delle attività economiche nelle zone rurali;
  4. Attuazione dell’impostazione Leader, con strategie innovatrici di sviluppo territoriale, integrate e partecipative.
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L’Asse 2 è costituito da misure mirate alla protezione e al rafforzamento delle risorse naturali e del loro ruolo ecologico, alla preservazione delle attività agricole e dei sistemi forestali a basso impatto ambientale ed elevata valenza naturale, alla valorizzazione del paesaggio e delle zone rurali.
  • Indennità compensative dovute agli svantaggi naturali (misure 211 e 212).
  • Pagamenti agro-ambientali (misura 214): introduzione o mantenimento dell’agricoltura biologica o integrata, conservazione delle risorse paesaggistiche, ambientali e delle risorse genetiche. Inoltre, vengono compensati i mancati redditi derivati dalla costituzione di corridoi ecologici, dalla sospensione delle produzioni agricole, dalla creazione di fasce tampone inerbite lungo la rete idrografica, dalla realizzazione di colture a perdere per l’alimentazione della fauna selvatica.
  • Pagamenti per il benessere degli animali (misura 215), per imboschimenti di terreni agricoli (misura 221) o non agricoli (misura 223).
  • Pagamenti per la ricostituzione del potenziale forestale ed interventi preventivi (misura 226) e per gli investimenti non produttivi (misura 227).

* In Italia, il Piano di Sviluppo Rurale 2007-2013 (Reg. CE 1698/2005) è stato recepito con il Piano Strategico Nazionale per lo Sviluppo Rurale (PSN), approvato nel luglio 2007. Ciascuna regione ha poi la competenza di gestire i PSR a livello territoriale. Il Comitato di Sviluppo Rurale della Commissione europea, nel dicembre 2009, ha approvato tutte le proposte di modifica riguardanti i 21 PSR italiani, aggiornati a seguito dell’Health Check della PAC e del Recovery Package.


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