Pensiero Ecologico

Breve storia dell'ambientalismo italiano


Non è la più forte delle specie che sopravvive, né la più intelligente, ma quella più reattiva ai cambiamenti.
Charles Darwin, 1809-1882 - Naturalista inglese

L'ecologia è l'insieme delle correlazioni tra ciò che ci circonda e la ricerca dei viventi per la sopravvivenza, Charles Darwin, noto per la teoria sulla selezione naturale, espone nel suo libro più famoso; L'origine delle specie (1859), un concetto che, ancora oggi, è alla base del pensiero ecologico moderno.

Darwin ci mostra come la lotta per l'esistenza, seleziona le specie che meglio si adattano ad un uso vantaggioso dell'ambiente. Osserva che la spinta all'evoluzione, è il frutto del legame tra specie viventi e condizioni ambientali circostanti.

Nel 1866, Ernst Haeckel, per lo studio dei rapporti fra gli esseri viventi e l'ambiente conia il termine ecologia, dove il prefisso eco (dal greco oikos) richiama alla casa, ovvero il luogo o l'ambiente in cui vivere.

In altri termini, se l'economia (in linea di massima) rappresenta lo studio dell'allocazione di beni e servizi utili alla specie umana, l'ecologia descrive i rapporti degli organismi in ragione del mantenimento della vita nella biosfera. Haeckel, infatti, definisce l'ecologia come lo studio dell'economia della natura economia naturae, riprendendo un concetto introdotto più di un secolo prima dal naturalista svedese Carl Nilsson Linnaeus, Linneo (1749)

Il pensiero ecologico continuerà a svilupparsi: August F. Möbius nel 1877, utilizza il termine "biocenosi" per rappresentare l'insieme delle relazioni tra la comunità dei viventi e lo spazio da questi occupato (cioè il biotopo); nel 1895, Eugen Warming, pubblica un trattato di geobotanica che esamina (attraverso modalità sistemiche) l'effetto delle condizioni ambientali su forma, fisiologia e distribuzione delle piante, con particolare attenzione al ruolo delle simbiosi. Nel 1916 Frederic E. Clements introduce il concetto di climax, associando questa condizione con l'ultimo stadio vitale raggiunto da una succesione ecologica linerare, di fatto, propone di valurare l'interna comunita vegetale di un biotopo come un unico organismo, che è inseparabilmente connesso alle condizioni climatiche ed ambientali presenti in quell'area.

Si diffonde l'idea che i "sistemi ambientali" proprio come gli esseri viventi, non solo hanno bisogno di energia, ma devono trovare anche risorse per connettere le loro componenti. Nel 1935, Arthur George Tansley, delinia con maggior chiarezza il significato di ecosistema;

Il nuovo concetto cardine è l'interdipendenza delle specie, ed in particolare, il rapporto di quest'ultime con le peculiarità delle condizioni ambientali e la disponibilità delle risorse.

Con modalità più quantitative è Raymond L. Lindeman (1942) ad evidenziare come lo scambio di energia che si crea attraverso la catena trofica (alimentare) tra gli organismi di una comunità, sia un parametro chiave dell'ecosistema. Le considerazioni di Lindeman avvalorano lo stretto legame tra scambio energetico e diversità delle specie. In seguito il concetto di interdipendenza porta il biologo Barry Commoner nel 1972, ad indicare nello sfruttamento irresponsabile delle risorse ambientali, non solo la causa dell'alterazione dei cicli naturali, ma anche il principale rischio per il futuro della specie umana (Il cerchio da chiudere). Nello stesso anno l'ONU tiene a Stoccolma il Primo vertice mondiale sull'ambiente.

Nell'idea stessa di ecosistema si manifesta e prende forza il concetto di proprietà emergente, che riconosce nella complessità dell'insieme, qualcosa di più grande rispetto alla semplice somma delle sue singole parti — Poiché tutte le cose sono causate e causanti, aiutate e adiuvanti, mediate e immediate; e tutte sono legate da un vincolo naturale e impercettibile che unisce le più lontane e le più disparate, ritengo che sia impossibile conoscere le parti senza conoscere il tutto, così come è impossibile conoscere il tutto senza conoscere le parti. — (Blaise Pascal)

Il premio Nobel per la chimica (1977) Ilya Prigogine, trova nella complessità l'approccio corretto per descrivere e studiare i gli ecosistemi, accantonando definitivamente l'analisi riduzionista (approccio olistico).

Nel pensiero ecologico si rafforza l'idea che, insieme ad una elevata complessità dei sistemi ambientali, sia prioritaria la salvaguardia dell'unicità delle relazioni, al fine di costituire una nuova alleanza tra uomo e natura. Eugene P. Odum, propone di rivalutare l'idea di ecosistema alla luce delle nuove conoscenze acquisite, e rivolgere l'attenzione su ruolo e valore funzionale delle relazioni che si instaurano tra i viventi; la nozione di ecosistema si incentra sulla capacità di supporto alla vita - life support systems.

Nel 2000 il premio Nobel per la chimica Paul Crutzen, definì il periodo storico che stiamo vivendo Antropocene, dato che l'uomo riesce da solo a sconvolgere interi ecosistemi, influenzando con le proprie attività non solo la disponibiltà delle risorse, ma anche il legame e l'equilibrio delle correlazioni tra i viventi in tutta la biosfera.

Per questi motivi, l'ecologia non è soltanto lo studio della conservazione delle specie (uomo compreso), non è riconducibile solo alla gestione delle risorse, di conseguenza non può essere unicamente identificata con le problematiche dell'inquinamento; oggi un uso esclusivo del termine ecologia appare riduttivo.

È evidente che "nell'antropocene" il sostegno alla vita, che è un prodotto nell'ecosistema, passa anche per la conoscenza, la consapevolezza e la comunicazione ambientale. Pertanto, una società che promuove la sostenibilità come motore del proprio sviluppo, deve scegliere di preservare risorse e proprietà naturali, mantenendo la biodiversità degli ecosistemi.

Breve storia dell'ambientalismo italiano

Nella nostra Costituzione all'art. 9 comma 2, è scritto: "La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione", un riferimento generico, che comunque avvalora il perseguimento della qualità ambientale.

Già nel 1942 è uno dei più famosi zoologi Italiani, Umberto D'Ancona, ad evidenziare come le comunità (bioceniosi) delle specie presenti in un biotopo, siano costantemente minacciate dalle attività umane e dalla pressione antropica.

Verso la fine degli anni '50 e per tutto il decennio successivo, il boom edilizio e la conseguente speculazione, porta necessariamente a nuove considerazioni nei riguardi del capitale ambientale. Nel 1955, un gruppo variegato di intellettuali, tra cui Giorgio Bassani ed Elena Croce, fondano Italia Nostra, la prima associazione ambientalista Italiana.

Il 1962 é l'anno in cui, in Italia, è pubblicato il libro di denuncia dell'americana Rachel Carson, Silent Spring - Primavera Silenziosa, che è ancora un'attuale testimonianza degli effetti prodotti dall'inquinamento sulle specie viventi.

In questo clima crescono nuove associazioni a difesa della natura, nel 1965 nasce la Lipu (associazione per la conservazione della natura) e nel 1966, il noto giornalista Fulco Pratesi fonda WWF Italia.

Gli anni '70 coincidono con la scoperta dell'ecologismo. L'allora presidente del Senato, Amintore Fanfani, parla di crescita incontrollata che minaccia le tradizioni e le strutture economiche e politiche locali. La crescita scriteriata, viene accusata di non possedere una linea di rinnovamento ben definito.

Il Club di Roma, O.N.G. fondata nella città capitolina nel 1968, redige il famoso Rapporto Meadows (1972) "I limiti della crescita", focalizzato sulla disponibilità limitata delle risorse ambientali.

Il rapporto precede di un anno lo storico embargo del petrolio da parte dei paesi Arabi, durante il quale l'opinione pubblica si trova di fronte alla mancata disponibilità della sua risorsa energetica principale. Qualche anno dopo, il dramma di Seveso del 1976 con la fuoriuscita di diossina dall'ICMESA, mostra ai cittadini italiani le tragiche conseguenze di un rischio ambientale sottovalutato. Legambiente, nata nei primi anni' 80 per la promozione del pensiero ecologico, diverrà un'associazione ambientale indipendente proprio nel 1986, anno tragicamente segnato dall'incidente di Chernobyl.

Questi eventi daranno seguito ad un grande attivismo ambientale, non solo orientato alla gestione più consapevole dell'energia, ma anche agli effetti indotti dall'inquiamento e dalla distruzione degli habitat naturali.

Un rinnovato ecologismo prende forza dai trattati sullo stato dell'ambiente ed il grado di conservazione del pianeta, temi discussi nella Conferenza di Rio de Janeiro del 1992 e nel successivo "World Summit on Sustainable Development" di Johannesburg del 2002. Parte del mondo occidentale, compreso il nostro Paese, viene sollecitata a rinnovare ed aggiornare le Norme a tutela dell'ambiente del terittorio e del Paesaggio

Testo Unico Ambientale

.. la promozione dei livelli di qualità della vita umana, da realizzare attraverso la salvaguardia ed il miglioramento delle condizioni dell'ambiente e l'uso accorto e razionale delle risorse naturali.

Nell'ottobre del 2010 a seguito della Convenzione internazionale sulla Diversità Biologica (CBD), introdotta nel 1992, è stata presentata anche in Italia una Strategia Nazionale per la Biodiversità, con l'intento di preservare le proprietà dell'ambiente, in ragione della diversità eco-sistemica, genetica e di specie, al fine di mantenere l'unicità funzionale delle relazioni tra i viventi.