Il distretto agricolo zootecnico forestale

Il distretto agricolo zootecnico e forestale è un nuovo approccio territoriale per la mitigazione dei cambiamenti climatici. Un problema globale come il cambiamento climatico può essere affrontato anche con strategie a carattere locale. È questo l'approccio che ha ispirato la messa a punto da parte della Rete Rurale Nazionale, in collaborazione con il Centro euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici, di un Meccanismo volontario di riduzione e compensazione delle emissioni climalteranti da attuare a livello di distretto agricolo zootecnico forestale.

Attore principale è la zootecnia, che all'interno del settore agricolo ha il maggiore impatto emissivo. Ed infatti è proprio attorno alle aziende zootecniche che il Meccanismo, tramite l'attivazione di un mix di misure preventive e reattive, a breve e lungo termine, punta alla nascita di distretti a impatto emissivo ridotto o nullo. Una risposta anche alla crescente attenzione pubblica verso la sostenibilità ambientale e l'etica dei processi produttivi, che pone il settore nella necessità di fare proprie nuove best practice più in linea con gli obiettivi climatici e ambientali. 

Il Meccanismo persegue anche la volontà di intercettare le attuali linee di indirizzo politico sempre più orientare verso la definizione di realtà carbon neutral per la mitigazione dei cambiamenti climatici e la tutela dei servizi ecosistemici e per incrementare la sostenibilità generale dei territori (continua a leggere)


Rete rurale: link | 03.03.2021

La sfida globale del fosforo

Secondo il segretario generale dell'Onu, António Guterres, "E' inaccettabile che la fame sia in aumento in un momento in cui il mondo spreca più di 1 miliardo di tonnellate di cibo ogni anno. E' ora di cambiare il modo in cui produciamo e consumiamo, anche per ridurre le emissioni di gas serra". Per questo Guterres convocherà nel 2021 l'UN Food Systems Summit per lanciare nuove e coraggiose azioni per trasformare il modo in cui il mondo produce e consuma cibo e realizzando così progressi in tutti i 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG).

Da decenni in tutto il mondo vengono utilizzati fertilizzanti sintetici (contenenti azoto, fosforo e potassio) per aumentare le rese dei raccolti. Le piante hanno bisogno di fosforo per crescere, ma usarne troppo può danneggiare l'ambiente.

Ora gli esperti dicono che siamo riusciti a perturbare il ciclo globale del fosforo: in alcune regioni del mondo viene aggiunto troppo fosforo nel suolo per coltivare cibo, contribuendo all'inquinamento da nutrienti di laghi, fiumi ed ecosistemi costieri. Altrove, gli agricoltori non possono accedere ad abbastanza fosforo per soddisfare la domanda di cibo. L'United Nations environment programme (Unep) sottolinea che "Man mano che la popolazione mondiale cresce, il ciclo globale del fosforo deve essere mappato per garantire cibo sufficiente per tutti, riducendo i costosi danni ambientali. Dove l'uso di fosforo è stato elevato, le perdite prodotte dai reflui dai terreni agricoli e umani hanno portato all'inquinamento delle acque dolci e delle coste con un eccesso di nutrienti, un processo chiamato eutrofizzazione".

L'Unep e altre organizzazioni come Global Partnership on Nutrient Management, chiedono una migliore gestione del fosforo a beneficio delle persone e del pianeta. (continua a leggere)

Green Report: link | 07.01.2021

Sicurezza alimentare e l'agricoltura su piccola scala

Il "Committee on World Food Security" (CFS) valuta come accelerare i progressi per il raggiungimento del secondo obiettivo di sviluppo sostenibile, cioè "Porre fine alla fame, raggiungere la sicurezza alimentare, migliorare la nutrizione e promuovere un'agricoltura sostenibile". Già nel documento di presentazione della riunione del CFS viene ricordato che dal 2015 ad oggi il numero di persone in una condizione di insicurezza alimentare continua ad aumentare. Più di 820 milioni di persone non dispongono di sufficienti risorse alimentari. Questo numero sale a un miliardo e trecentomila considerando le persone che periodicamente sono soggette ad insicurezza alimentare di moderata entità.

Le cause dell'insicurezza alimentare sono molteplici e complesse, ma risulta chiaro che l'insicurezza alimentare non è soltanto il frutto di fattori ambientali o dell'adozione di pratiche agricole inefficienti, ma è anche il risultato di ingiustizie, di diritti negati, della non curanza di multinazionali che utilizzano il loro potere per promuovere la diffusione di sementi e input produttivi che comportano svantaggi e rischi sanitari per i produttori e i consumatori e con scarse evidenze di aumenti produttivi sostenibili nel tempo. Ad esempio il governo Sudafricano ha da poco espresso parere negativo all'introduzione nel paese del mais transgenico (OGM) della Monsanto "MON 87460 x MON 89034 x NK 603" perché test effettuati non hanno provato nessuna differenza statisticamente significativa in termini di produttività rispetto alle varietà non OGM già coltivate nel paese.... (continua a leggere)


Greenreport: Link | 18.10.2019

#cambiamoagricoltura

Un'agricoltura radicalmente diversa dal modello chimico-industriale attualmente dominante è la chiave di volta per la soluzione dei tanti problemi ambientali, climatici e di salute che riguardano l'intero nostro pianeta. Non è utopia, ma una realtà concreta e l?Italia che dice NO ai pesticidi e si impegna per un diverso modello di sviluppo si è ritrovata a Pistoia.

Il convegno, promosso da tredici associazioni nazionali e locali, ha visto una vasta partecipazione di pubblico e grande coinvolgimento della cittadinanza di Pistoia, particolarmente sensibile viste le criticità del territorio e in particolare la cattiva qualità delle acque per l'elevata contaminazione da pesticidi.

Siamo alla vigilia della Riforma della #PAC e dell'aggiornamento del PAN Pesticidi, strumento di attuazione della Direttiva UE sull'uso sostenibile della chimica in agricoltura. È quindi oggi il tempo di agire per chiedere un cambiamento, come chiede la coalizione #cambiamoagricoltura che mette in rete tutti I soggetti che condividono una visione comune di agricoltura sostenibile, libera dai pesticidi. (continua a leggere)


WWF: link | 05.02.2019

Muretti a secco Patrimonio UNESCO

I "muretti a secco" sono stati inseriti, nei giorni scorsi, nel Patrimonio immateriale dell?Umanità dall'UNESCO, confermando le motivazioni dei Paesi europei che congiuntamente ne avevano presentato la candidatura Italia, Croazia, Cipro, Francia, Grecia, Slovenia, Spagna e Svizzera, facendo leva sulla "relazione armoniosa tra l'uomo e la natura".

L'arte dei muretti a secco, come si legge nella motivazione del riconoscimento UNESCO, riguarda "l'insieme delle conoscenze per la costruzione di strutture realizzate ammassando le pietre una sull'altra, non usando alcun altro elemento tranne, a volte, terra a secco". Uno dei primi esempi di manifattura umana, sia per scopi abitativi che per la divisione e il terrazzamento dei terreni agricoli, soprattutto nelle zone più scoscese.

Per l'associazione ambientalista Italia Nostra si tratta di un segnale forte e particolarmente importante, che in qualche modo segna una "rivincita della pietra verso il cemento".

"Da decenni, si legge nella nota stampa di Italia Nostra, assistiamo alla distruzione dei muri a secco, sostituiti con terribili muri di cemento, sulla scorta dei costi, della facilità, del dilagare dell'omologazione, fin nei luoghi più delicati e sensibili del nostro Paesaggio". "Sono muri a secco,prosegue la nota, quelli posti ai lati di antiche strade, come la stessa Appia Antica, già rinnovata e restaurata dal Canova. E sono muri a secco i piccoli edifici millenari come le capanne a tholos dei pastori o le strutture di piccole dimensioni per la pigiatura dell'uva (i palmenti) nella viticoltura eroica. Ma sono soprattutto i muri di pietra dei terrazzamenti che disegnano da secoli il Paesaggio agricolo italiano e, da sempre, garantiscono quel microclima prezioso per la qualità dei coltivi, trattenendo l?umidità d'estate e restituendo calore a protezione delle gelate invernali alle coltivazioni di sussistenza (grano, ulivo, vite)". (continua a leggere)


Greenews.info: link | 10.12.2018

Cambiamo Agricoltura

Le associazioni della coalizione #CambiamoAgricoltura durante il convegno sulla Politica agricola comune svoltosi nella Sala del Refettorio alla Camera dei Deputati, hanno lanciato un messaggio chiaro, su quale modello promuovere per l'agricoltura del futuro.

L'incontro di Roma è stato un'occasione di confronto tra le associazioni ambientaliste e dell'Agricoltura biologica italiane (AIAB, Associazione per l'Agricoltura Biodinamica, FAI Fondo Ambiente Italiano, Federbio, ISDE Italia Medici per l'Ambiente, LIPU-BirdLife Italia, Legambiente, ProNatura e WWF Italia) riunite nella Coalizione #CambiamoAgricoltura, con esponenti del mondo istituzionale, accademico, della ricerca e delle maggiori associazioni agricole (Coldiretti, CIA e Confagricoltura), per discutere insieme sul futuro della Politica Agricola Comune europea post 2020 alla luce della presentazione delle proposte di regolamenti da parte della Commissione il primo giugno scorso.

Per le associazioni aderenti alla Coalizione, "i nuovi regolamenti presentano numerosi elementi di novità, alcuni dei quali lasciano intravedere la possibilità di modificare, se ben utilizzati, il paradigma dell?agricoltura di oggi. Allo tempo stesso, però, le proposte della Commissione UE lasciano aperte diverse domande e hanno troppi ambiti di incertezza che potrebbero rendere vana questa riforma, riportando l'agricoltura pericolosamente nel passato, con una corsa al ribasso degli impegni degli Stati membri della UE per la tutela dell'ambiente e la vitalità dei territori rurali".

In generale le associazioni della Coalizione #CambiamoAgricoltura chiedono che la forte sussidiarietà contenuta in questa riforma della PAC non si trasformi, per le sfide ambientali e climatiche, in una "fuga" degli Stati membri dagli impegni assunti a livello internazionale, con una sostanziale abdicazione di responsabilità da parte della Commissione Europea (continua a leggere)


WWF: link | 24.07.2018

Costo dei cambiamenti climatici sull'agricoltura

Inondazioni, incendi boschivi, tempeste, parassiti delle piante, epidemie animali, fuoriuscite di sostanze chimiche e proliferazioni di alghe tossiche, ma soprattutto siccità: i cambiamenti climatici coi disastri naturali che portano sono costati in appena dieci anni (dal 2005 al 2015) la sbalorditiva cifra di 96 miliardi di dollari in termini di perdite agricole, ovvero a causa delle colture danneggiate o perse.

Sono questi i dati messi in evidenza dal nuovo rapporto presentato dalla Fao - l'Organizzazione delle Nazioni Unite per l?alimentazione e l?agricoltura - durante una conferenza tenutasi ad Hanoi, in Vietnam. Un luogo scelto non a caso: circa la metà di questi danni (48 miliardi di dollari) si è verificato in Asia. Il settore rurale (in cui comprendere la produzione agricola, l'allevamento del bestiame, ma anche la silvicoltura, la pesca e l'acquacoltura) deve fare i conti con molti rischi, come l'imprevedibilità del clima e la volatilità del mercato, infestazioni di parassiti e malattie, eventi meteorologici estremi e un numero sempre crescente di crisi e conflitti prolungati "ha spiegato il direttore generale della Fao, José Graziano da Silva" Questa è diventata la situazione "normale", e l'impatto del cambiamento climatico aggraverà ulteriormente queste minacce e sfide. (continua a leggere)


Greenreport: link | 20.03.2018

Nuove aree nel registro nazionale dei paesaggi rurali storici

Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali rende noto che l'Osservatorio Nazionale del Paesaggio Rurale ha iscritto nel registro nazionale dei paesaggi rurali storici sei nuove aree. Ad oggi il registro include dieci paesaggi e due pratiche agricole, distribuiti dal nord all'estremo sud della penisola, con una crescita che ha visto raddoppiare il loro numero nel corso dell'ultimo anno.

"Non c'è Paese in Europa - ha dichiarato il Ministro Maurizio Martina - che abbia un patrimonio di paesaggi rurali così diffuso in tutte le sue Regioni. Le nuove iscrizioni confermano questa ricchezza unica di identità e di capacità degli agricoltori di formare e conservare i luoghi come veri e propri beni comuni. Dai muretti a secco di Pantelleria agli oliveti secolari tra Assisi e Spoleto o quelli storici di Venafro in Molise fino ai terrazzamenti di Lamole. Sono esempi di come ambiente, storia e tradizioni si intreccino in un elemento unificante che è proprio il paesaggio rurale. Rafforzare la valorizzazione di queste aree è un impegno che confermiamo nell'anno nazionale del cibo italiano".

Le sei nuove aree rurali sono: Fascia pedemontana olivata fra Assisi e Spoleto, la piantata veneta, paesaggio della Pietra a Secco dell'Isola di Pantelleria, Parco regionale Storico agricolo dell'olivo di Venafro, il paesaggio policolturale di Trequanda e il paesaggio rurale storico di Lamole in Chianti.


MIPAAF: link | 07.02.2018

Tecnologie per salvare l'agricoltura dal cambiamento climatico

Il Consorzio di Bonifica della Romagna è il primo ente a servirsi del programma Copernicus per effettuare proiezioni delle future riserve idriche per le colture nel comprensorio di Castiglione. Infatti, i consorzi di irrigazione possono ora tenere conto degli effetti dei cambiamenti climatici grazie al Copernicus climate change service (C3S)  gestito dal Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine (European centre for medium-range weather forecasts - Ecmwf).

Copernicus è il programma faro della Commissione europea per le osservazione della Terra al quale contribuiscono attivamente istituzioni accademiche e per l'ambiente di tutta Europa, inclusi i servizi meteorologici nazionali. Copernicus offre dati operativi e servizi informativi di libero accesso che forniscono agli utenti informazioni attendibili e aggiornate su questioni ambientali e problemi di sicurezza. (continua a leggere)


Greenreport: link | 31.10.2017

Caring for our soil

Il nuovo report del WWF - scaricalo in formato .pdf - , in linea di continuità con i documenti analoghi prodotti nel 2013 e nel 2014 con "Riutilizziamo l?Italia", rilancia il messaggio: bisogna aver cura "della Natura dei territori" perché è lì che le attività umane stanno cambiando in maniera radicale gli equilibri naturali del pianeta in cui viviamo.

La parte analitica di questo report tende a dimostrare, con dati e valutazioni qualitative che integrano e completano il quadro quantitativo acclarato (elaborate da ISTAT, ISPRA e da gruppi di ricerca come quello dell'Università dell'Aquila), come il consumo di suolo abbia in realtà molteplici dimensioni: dalla perdita della funzionalità ecosistemica, alla frammentazione della rete ecologica e l?assedio della Rete Natura 2000, dalla perdita di risorse alimentari alle modifiche del paesaggio agricolo storico. Non mancano, nella seconda parte del rapporto, i casi virtuosi presi ad esempio. (continua a leggere)


WWF: link | 03.7.2017

#Cambiamoagricoltura

Cambiare la PAC, per premiare gli agricoltori più rispettosi dell?ambiente e per produrre alimenti sani. WWF insieme ad altre associazioni ambientaliste e per la promozione dell'agricoltura biologica promuove una raccolta di firme per chiedere un cambiamento radicale e decisivo della politica agricola nella UE. La campagna #CambiamoAgricoltura, è supportata dalla Fondazione Cariplo, e parte della campagna europea Living Land.

l?Unione europea non ha saputo correggere gli effetti distorsivi di una politica agricola che, pagata con i soldi dei cittadini europei, ha favorito un ristretto numero di grandi aziende agricole intensive a discapito dei produttori estensivi, più sensibili al rispetto dell?ambiente, del benessere animale e della biodiversità, come molti produttori biologici o biodinamici.

Sono quattro i requisti essenziali indicati dalle Associazioni per la prossima riforma della Politica Agricola Comune: "La riforma dovrà essere: giusta per gli agricoltori, i lavoratori salariati agricoli e le comunità rurali; sostenibile per l?ambiente e il paesaggio, per avere acqua pulita, un suolo fertile, per rispettare il benessere degli animali e garantire la tutela della natura sana per il nostro cibo e per il benessere di tutti; responsabile per proteggere il futuro del pianeta e del clima, per un'agricoltura veramente sostenibile a livello globale". (continua a leggere)


WWF: link | 10.04.2017

Gestione del suolo e cambiamento climatico

Con il rapporto della FAO "Status of the World's Soil Resources" si mette in evidenza che il carbonio è incorporato nel suolo dopo essere stato "fissato" dall?atmosfera tramite le piante o residui organici, per poi essere stoccato in seguito a vari processi naturali. Il contenuto di carbonio del suolo è costituito da elementi sia vivi che morti.

Ma quando il suolo è disturbato o degradato, il carbonio (insieme anche ad altri gas serra come ad es. CO2, metano etc.) può essere riemesso nell'atmosfera. Questo significa che il suolo è un serbatoio di carbonio che rilasciare oppure sequestrare carbonio (carbon sequestration) in relazione del suo utilizzo e lo stato di mantenimento. inoltre i suoli ad alto contenuto di carbonio organico sono più fertili e produttivi, in grado di purificare l'acqua, e contribuire ad aumentare la capacità di resistenza e contrastare gli impatti del cambiamento climatico. Ciò significa che il miglioramento della salute dei suoli del pianeta e l'incremento del loro contenuto di carbonio organico è fondamentale per raggiungere molti degli obiettivi di sviluppo 2030 stabiliti nell?agenda delle Nazioni Unite, tra cui il contrasto alla malnutrizione.

La FAO evidenzia che "Già, un terzo dei suoli del pianeta sono degradati, e questo ha portato a un'enorme diminuzione dello stock di carbonio organico sequestrato e al rilascio sino a 100 miliardi di tonnellate nell?atmosfera. Altri danni agli stock di carbonio del suolo dovuti a una cattiva gestione del suolo ostacoleranno gli sforzi per limitare l?aumento della temperatura globale ed evitare un incremento delle inondazioni, dei periodi di siccità e altri impatti del cambiamento climatico". (continua a leggere)


Greenreport: link | 22.03.2017

Una PAC per l'ambiente e il clima

Nella attuale discussione sulla revisione della Politica Agricola Comune dell'UE (PAC), si decide quanti fondi destinare a favore di un?agricoltura "pulita" e sostenibile, che sia anche un punto d'interesse per le comunità locali ed i cittadini. Ci sono 45 Associazioni (coalizione #StopGlifosato), che chiedono al MIPAAF che l'Italia assuma una posizione chiara a favore di una modifica dell'intera PAC. Mancano, di fatto, soluzioni efficaci a molti problemi che coinvolgono l'agroecosistema.

I dati presentati da Rete Rurale Nazionale sottolineano che i PSR, stanziano più fondi per l'agricoltura convenzionale o che utilizza comunque prodotti derivati dalla chimica di sintesi, che non per quella biologica e biodinamica. Con l'attuale crisi strutturale ed economica è importante assicurare che le risorse pubbliche investite con la PAC producano ricadute utili e positive sull'ambiente e sulla salute di tutti i cittadini. l'Università di Washington ha più volte affermato che l'agricoltura biologica è la "chiave per la sostenibilità a livello globale", per la Royal Society, "aumentare la percentuale di agricoltura che utilizza metodi biologici e sostenibili non è una scelta, è una necessità". E il Parlamento Europeo, in un documento del dicembre 2016, ha riconosciuto che il consumo di alimenti biologici può ridurre il rischio di malattie allergiche e obesità.

Serva una nuova PAC che garantisca la tutela del nostro capitale naturale e sia attiva nel contenere (resiliente) e contrastare il cambiamento climatico. L'Italia, con il suo patrimonio ambientale, di biodiversità, di paesaggio rurale e di prodotti agroalimentari di qualità dovrà fare la sua parte, ed esercitare un ruolo chiave nella linea da seguire, per le prossime politiche di sviluppo dei settori agricolo e alimentare.


Greennews.info: link | 07.03.2017

In Toscana Stop al Glifosato

E' stato approvata da Consiglio Regionale della Toscana la mozione "Principio di precauzione e glifosato" per rimuovere il principio attivo "glyphosate". da tutti i disciplinari di produzione e ad escludere dai premi del PSR le aziende che lo utilizzano.

Ciò contribuisce a sostenere sul territorio approcci agro-ecologici per migliorare la fertilità dei suoli, diversificare le produzioni, aumentare la capacità di sequestro di carbonio, garantire raccolti adeguati e affrontare il controllo dei parassiti e delle erbe seguendo e monitorando le dinamiche naturali.

Secondo  Maria Grazia Mammuccini, portavoce della Coalizione #StopGlifosato,  "Si tratta di un importantissimo passo in avanti nella battaglia che la società civile porta avanti da un anno, da quando lo IARC di Lione ha introdotto il glifosato tra i prodotti probabilmente cancerogeni per l'uomo. Dopo l?analoga iniziativa della Regione Calabria, la Toscana fa un passo decisivo: l'impegno si tradurrà in breve in atti normativi concreti. Ora il Governo esamini la possibilità di eliminare il glifosato su tutto il territorio nazionale e si impegni perché a dicembre venga definitivamente cancellato il rinnovo della licenza di uso dell?erbicida della Monsanto a livello europeo. In questo momento i cittadini europei stanno firmando l'iniziativa di legge popolare per la cancellazione del glifosato dalle sostanze ammesse sui campi. Il governo italiano ha l'opportunità e la forza di prender una decisione all'avanguardia, che tutela il diritto alla salute e la qualità del cibo".(continua a leggere)


Greenreport: link | 03.03.2017

Approvata la Legge sulla canapa Industriale

Il Senato ha approvato il testo di legge "Disposizioni per la promozione della coltivazione e della filiera agroindustriale della canapa". Così la coltivazione della canapa per usi industriali ha ottenuto un pieno riconoscimento anche in Italia.

Con la nuova legge, spiega Fedecanapa, innanzitutto gli agricoltori sono scagionati da qualsiasi responsabilità fino a un livello di THC dello 0,6% (ossia 3 volte il limite di legge) come media, ovvero non misurando la concentrazione di una sola pianta.

La nuova legge prevede poi finanziamenti annui alla ricerca e sviluppo per il miglioramento delle filiere, sostegni alle attività di formazione e divulgazione e introduce un Sistema di qualità alimentare per i prodotti derivati dalla canapa: quest'ultimo è un provvedimento importante che dovrebbe garantire che il mercato italiano non sia invaso da oli di canapa contraffatti o scadenti.

Green Report: link | 28.11.2016

GraNOtill Day per un grano di qualità

L'impegno per la produzione di un grano di qualità ha un impatto diretto sulla dieta mediterranea, che l'Unesco ha riconosciuto come uno dei patrimoni culturali immateriali dell'umanità.

L'importanza del lavoro svolto dall'associazione Semina diretta 2.0 si inserisce in un contesto globale. E' quanto afferma il segretario generale della Commissione nazionale per l'Unesco, Enrico Vicenti, che ha così salutato il primo GraNotill Day, convegno nazionale su semina diretta e coltivazione del grano duro. Un evento organizzato da Semina diretta 2.0, associazione impegnata nella tutela dell'ambiente attraverso la promozione della coltivazione cerealicola senza aratura.

Poco praticata in Italia, la semina diretta è una tecnica di agricoltura conservativa che consiste nel non lavorare il terreno, preservando così la sostanza organica e l'ecosistema presente negli strati superficiali del suolo e riducendo sensibilmente le emissioni di CO2.


Agronotizie: link |  19.10.2016

L'agricoltura ed il controllo dei gas serra

Secondo il rapporto della FAO; The state of Food and Agricolture (Sofa 2016) L?impegno per sradicare fame e povertà deve andare di pari passo con le rapide trasformazioni dell'agricoltura e dei sistemi alimentari per far fronte a un mondo più caldo.

La Fao spiega come l'agricoltura nel suo complesso, includendo nel termine la silvicoltura, la pesca e la zootecnia, genera a livello mondiale circa un quinto delle emissioni di gas serra, pertanto deve (e può) contribuire maggiormente sia a combattere il cambiamento climatico, sia a contrastarne l'impatto. (continua a leggere).

Green Report: link | 19.10.2016

Una vita migliore nelle aree rurali

Una vita migliore nelle aree rurali è il titolo della Conferenza di Cork sullo Sviluppo rurale, tenuta in Irlanda, a 20 anni di distanza dal primo manifesto che portò al processo rivoluzionario di Agenda 2000.

Alla vigilia del nuovo millennio, ricordiamo, la riforma 1999-2006 venne varata sotto l'egida dell'allora commissario Franz Fischler. Un manifesto politico che prende atto che, se da un lato la versione del 1996 è ancora attuale nei suoi tratti essenziali, si sono aggiunte nuove sfide allo sviluppo rurale dell'Europa, come ad esempio la lotta ai cambiamenti climatici o la diffusione della banda larga come elemento chiave per tenere legate al progresso le campagne.

L'emorragia di agricoltori, infatti, non si è arrestata e, anzi, da 20 anni a questa parte ha portato a una sensibile diminuzione delle aziende agricole, la cui presenza è crollata sui territori europei, acuendo la difficoltà di ingresso di giovani imprenditori. Ecco allora la Dichiarazione di Cork 2.0, (continua a leggere).


Agronotizie: link | 12.09.2016

I legumi come alternativa alla plastica

Leguval (Valorisation of legumes co-products and by-products for package application and energy production from biomass) è un progetto di ricerca finanziato dall'Unione Europea che si concentra sui sottoprodotti delle coltivazioni di legumi al fine di assolvere la triplice funzione di trovare un utilizzo per gli scarti dell'agricoltura, trovare alternative ecologiche alla plastica e produrre energia dal biogas degli scarti veri e propri.

Lo studio è cominciato nel dicembre del 2013, ma adesso sono in uscita i primi risultati: sono stati studiati i metodi per processare i materiali e sono stati identificati vari sottoprodotti, prendendo in considerazione criteri come i volumi di produzione e la stagionalità. Quali fonti di proteine attuabili, sono stati selezionati sottoprodotti da piselli, fagioli e lenticchie (tutti i tipi di legumi). Ciò che ne è venuto fuori è confortante per il raggiungimento dell'obiettivo finale: la trasformazione della loro frazione proteica, come materia prima da utilizzare per il packaging ad uso alimentare, ma anche cosmetico. 

Bioecogeo: link | 14.01.2016

L'agricoltura sostenibile mitiga i cambiamenti climatici

E' necessario riconoscere il ruolo della buona agricoltura nel contrasto al cambiamento climatico, poiché ha un ruolo attivo nell'assorbimento della CO2 e nella salvaguardia del suolo. L?agricoltura è anche un grande produttore di energie rinnovabili ed è storicamente orientata al riuso delle risorse.

Il cambiamento climatico in atto, prodotto dall'effetto serra, colpisce la stessa agricoltura e riduce le produzioni, con rischi per la sicurezza alimentare e la disponibilità di acqua potabile. Il riscaldamento globale e l'incremento dei fenomeni meteorologici estremi provocano dissesto idrogeologico, siccità, salinizzazione delle aree costiere, variazioni degli agroecosistemi e diffusione di nuovi insetti dannosi.

Oggi si stima che oltre il 20% della superficie nazionale è a rischio di desertificazione. La Conferenza di Parigi deve valorizzare queste funzioni del settore primario, che sono indispensabili oggi e ancora di più domani (continua a leggere).


Agronotizie: link | 01.12.2015

Strategie per aiutare api e impollinatori

Attraverso il Rapporto sul Consumo di Suolo 2015 - l'Ispra ha presentato i risultati della mappatura del territorio italiano rispetto alla diffusione della "copertura artificiale". I risultati più eclatanti vedono la cementificazione come responsabile dell?impermeabilizzazione del 19,4% del suolo compreso tra 0-300 metri di distanza dalla costa e quasi del 16% compreso tra i 300-1000 metri. Erosi anche 34.000 ettari all'interno di aree protette, il 9% delle zone a pericolosità idraulica, il 5% delle rive di fiumi e laghi e, addirittura, anche il 2% delle zone considerate non consumabili (montagne, aree a pendenza elevata, zone umide).

Il consumo di suolo in Italia, continua a crescere in modo significativo: tra il 2008 e il 2013 il fenomeno ha riguardato mediamente 55 ettari al giorno, con una velocità compresa tra i 6 e i 7 metri quadrati di territorio che, nell?ultimo periodo, sono stati irreversibilmente persi ogni secondo. I dati mostrano come a livello nazionale il suolo consumato sia passato dal 2,7% degli anni '50 al 7,0% stimato per il 2014, con un incremento di 4,3 punti percentuali. Consumo di suolo che comporta una perdita continua di aree naturali e agricole.

Coldiretti: link | 03.06.2015

Il valore della biodiversità in agricoltura 

Expo è l'occasione per affermare il grande patrimonio di biodiversità del nostro Paese e per far uscire definitivamente i prodotti biologici dall'immagine di prodotti di nicchia.

La Confederazione Italiana Agricoltori da sempre ha fatto della tutela della biodiversità il fondamento della sua visione dell'agricoltura perché biodiversità significa aderenza ad un protocollo di sviluppo sostenibile, ma anche affermazione della centralità agricola e dell'agricoltore come imprenditore multiruolo capace di non solo produrre da campi, ma di preservare l'ambiente, di qualificarlo attraverso l'attività turistica, di costruire sistemi territoriali capaci di rispettare la natura. Per questo motivo il presidente nazionale di CIA, Scanavino, sostiene che la ricerca potrà e dovrà caratterizzare un nuovo corso dell'agricoltura italiana che è uno dei motori, se non il più potente motore, per progettare e sostanziare la ripresa economica del paese.

Alternativa Sostenibile: link | 22.04.2015

Nuovo Psr: Lotta al cambiamento climatico

Per quanto i nuovi Piani di Sviluppo Rurale 2014-2020, ancora in fase di approvazione, è interessante notare il livello di attenzione riservato al tema dei cambiamenti climatici, in particolare, agli obiettivi legati alla loro mitigazione, attraverso la riduzione delle emissioni di gas serra e/o la promozione del sequestro del carbonio.

La mitigazione climatica, insieme a nuove strategie  di adattamento, rivesta un ruolo importante nella nuova programmazione, rappresentando uno dei tre obiettivi trasversali alla cui realizzazione tutte le priorità dell'Unione per lo sviluppo rurale devono contribuire. Nel Reg. (UE) 1305/2013, infatti, troviamo una priorità specifica, direttamente riconducibile all'obiettivo, in quanto volta a "incentivare l'uso efficiente delle risorse e il passaggio a un'economia a basse emissioni di carbonio e resiliente al clima nel settore agroalimentare e forestale". La messa a punto di strumenti per garantire un ritorno economico agli investimenti degli operatori agroforestali nello stoccaggio della CO2, in ogni caso, oggi può rivelarsi un elemento decisivo, al pari della valorizzazione della filiera bosco-legno-energia e delle opportunità offerte dai servizi ecosistemici, per incoraggiare lo sviluppo di una gestione forestale sostenibile e contrastare fenomeni di abbandono delle aree rurali e montane.

Coldiretti: link | 17.02.2015

Legge Toscana per la tutela del territorio agricolo

Con l'approvazione di questa legge la Toscana può andare oltre gli interessi particolari e si afferma nel voler tutelare il territorio per le prossime generazioni.

L'assessore Anna Marson ha insistito sul fatto che la Legge pone la Toscana come innovatrice rispetto a un dibattito nazionale che considera più proposte per contrastare il consumo di suolo e che avvicina la Regione alle "più avanzate normative europee". Tra le novità introdotte, vi è anche la possibilità di cambiare le colture senza licenza. Inoltre, per la prima volta è stato stabilito che il suolo rurale è un bene comune e, come tale, va tutelato e preservato nelle sue funzioni produttive ed ecologiche.

Di grande importanza anche la parte che stabilisce tempi certi nella pianificazione locale con l'obbligo di coinvolgere le comunità dei territori in questione.

Green Me: link | 04.11.2014

Nutrirsi del Paesaggio rurale

FAI - Fondo Ambiente Italiano presenta, con il sostegno di Ferrero, il progetto "Nutrirsi di paesaggio", che intende offrire a docenti e studenti un percorso formativo per avvicinare e sensibilizzare gli studenti al tema della tutela del paesaggio quale "...territorio espressivo di identità, il cui carattere deriva dall'azione di fattori naturali, umani e dalle loro interrelazioni." (dal Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio).

Il FAI propone di approfondire il rapporto tra l'uomo e l'ambiente attraverso l'osservazione e lo studio del paesaggio rurale italiano, quale viva testimonianza di un processo che, sin dai tempi antichi, ha caratterizzato la trasformazione del nostro territorio per soddisfare una delle esigenze principali dell'uomo: il nutrimento.

La "geografia del cibo", che assume per il nostro paese un'importante valenza identitaria, è al centro dell'indagine dei concorsi nazionali e degli incontri di formazione a partecipazione gratuita dedicati a insegnanti e studenti delle scuole di ogni ordine e grado (continua a leggere).

Alternativa Sostenibile: link | 09.10.2014

Cambiamenti climatici; olivo, grano e pomodoro;

Due studi pubblicati dalla rivista Agricultural Water Management, cercano di analizzare gli impatti dei cambiamenti climatici sull'agricoltura dell'area mediterranea.

In particolare, lo studio intitolato "Impacts of climate change on olive crop evapotranspiration and irrigation requirements in the Mediterranean region" valuta i potenziali impatti del cambiamento climatico sulla crescita dell'olivo, evidenziando come le aree coltivabili adatte alla crescita dell'olivo potrebbero estendersi del 25% nell'arco di 50 anni, ma con un aumento dell'evapotraspirazione e dei consumi di acqua per l'irrigazione in tutto il Mediterraneo.

Mentre, lo studio "Climate change and Mediterranean agriculture: Impacts on winter wheat and tomato crop evapotranspiration, irrigation requirements and yield" si rivolge alla coltivazione del pomodoro e del grano. Gli impatti dei cambiamenti climatici sono in questo caso assai variabili a seconda delle diverse varietà coltivate e delle diverse regioni prese in esame; nuove aree coltivabili potrebbero in particolare estendersi soprattutto nei Paesi del nord del Mediterraneo.


WWF: link | 01.09.2014