Minacce alla biodiversitÓ


La saggezza Ŕ saper stare con la differenza senza voler eliminare la differenza.
Gregory Bateson, antropologo e filosofo inglese

la distruzione diretta degli ecosistemi, la frammentazione degli spazi naturali, il disturbo alle specie, l'introduzione di specie esotiche, l'inquinamento, l'effetto delle isole di calore urbane, sono tra i rischi pi¨ rilevanti per la biodiversitÓ nelle aree caratterizzate dalla presenza antropica, specialmente in quelle marino-costiere, in quelle agricolo-forestali e nelle aree urbane (G8 Ambiente, Siracusa - 2009).

In generale le principali minacce per le comunitÓ biotiche sono costituite da:

  • Riduzione e frammentazione degli habitat naturali ed urbanizzazione dei suoli;
  • Isolamento degli habitat naturali all'interno di matrici antropiche;
  • Degrado di aree naturali o semi-natuali e dissesto idrogeologico;
  • Sovrafruttamento di specie e risorse (tasso di prelievo delle risorse naturali superiore al tasso di rinnovamento);
  • Inquinamento (compreso l'inquinamento genetico e la scelta di agrosistemi monovarietali);
  • Introduzione di specie aliene (disturbo dei rapporti di predazione e competizione, perdita di specie autoctone);
  • Cambiamenti climatici globali;

I rischi che riguardano la perdita della diversitÓ biologica possono essere trattati per specifici settori, ad esempio:

Settore Minacce per la biodiversitÓ
Agricoltura Declino della biodiversitÓ in tutti i suoi aspetti (diversitÓ genetica, delle specie e degli agro-ecosistemi); Abbandono di pratiche agricole tradizionali e di specie animali o vegetali autoctone; abbandono colturale, specialmente in aree collinari, montane e marginali; Erosione del suolo, perdita di sostanza organica e di fertilitÓ del suolo, desertificazione; Introduzione di nuove specie a scapito delle autoctone, o di altro materiale genetico alieno e conseguente ibridazione di razze e/o varietÓ locali; Inquinamento da fertilizzanti azotati e fosfatici, e da prodotti fitosanitari; smaltimento non corretto di acque reflue, fanghi di depurazione, radionuclidi e metalli pesanti.
Foreste Incendi; Diffusione di patogeni (funghi ed insetti); Pressioni turistiche, urbanistiche e infrastrutturali; Frammentazione, dispersione ed abbandono delle proprietÓ forestali; Riduzione dell'efficacia della componente forestale nella regimazione delle acque, con conseguenze spesso disastrose (smottamenti, alluvioni e frane).
Risorse idriche Uso non sostenibile delle risorse idriche con un prelievo crescente e incontrollato di acqua dolce per uso umano, attivitÓ produttive e attivitÓ industriali; Eutrofizzazione, scarichi abusivi e abbandono di rifiuti; Pesca e sfruttamento eccessivo delle risorse biologiche.
Ambiente urbano ed energia Alterazione fisica dei suoli dovuta alla loro impermeabilizzazione; Effetto isola di calore con conseguente cambiamento localizzato delle condizioni ecosistemiche; Interruzione dei corridoi ecologici naturali; Rischio di fuoriuscite di idrocarburi e di incidenti legati al trasporto dei prodotti petroliferi; Inquinamento atmosferico, acustico, luminoso ed elettromagnetico; Riduzione della portata idrica dei corsi d'acqua soggetti a sfruttamento idroelettrico o livelli insufficienti per garantire la sopravvivenza delle specie ittiche.
Turismo Consumo di suolo per la realizzazione delle infrastrutture turistiche (strutture ricettive, reti stradali, aeroporti e porti); Disturbo alle specie selvatiche con influenze sul comportamento, sulla mortalitÓ e sul successo riproduttivo; InsostenibilitÓ dei carichi su beni primari e risorse (acqua, cibo, suolo, etc); Impatti sulle comunitÓ indigene e locali, con perdita della loro identitÓ culturale e delle loro attivitÓ tradizionali

Si deve sottolineare che l'introduzione nell'ambiente di organismi geneticamente modificati (OGM), cioŔ con un corredo cromosomico trasformato tramite tecniche di ingegneria genetica, pu˛ produrre (specialmente in campo agronomico) varianti con particolare resistenza ai pesticidi o forme transgeniche letali per determinate specie (tossine da DNA ricombinante).

Di conseguenza si induce un maggior utilizzo di specifiche sostanze chimiche di sistesi, oppure si determinano squilibri nella rete ecologica a scapito di tutte le altre specie dell'ecosistema. Esistono anche delle evidenze scientifiche che mostrano come l'uso prolungato di coltivazioni OGM inneschi fenomeni di resistenza in alcuni ceppi di parassiti.